Viale Vaticano - Tel. 0669883860 - sito internet

La Cappella Sistina deve il nome al papa Sisto IV della Rovere (1471-1484).
La sua realizzazione ebbe inizio nel 1475, anno del Giubileo indetto da Sisto IV, e si concluse nel 1483 quando, il 15 agosto, la Cappella, dedicata alla Vergine Assunta, venne inaugurata con solennità dal papa.
Il progetto dell’architetto Baccio Pontelli riutilizzava fino ad un terzo dell’altezza le murature medioevali.

L’ingresso principale della Cappella è preceduto dalla grandiosa Sala Regia, destinata alle udienze.
La pavimentazione a mosaico, rimasta ancor oggi intatta, risale al 1400 e fu realizzata su modelli medioevali. Ultimata nel 1481 la struttura architettonica, il papa Sisto IV chiamò a lavorare nella Cappella famosi pittori fiorentini, come Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Signorelli, nonché umbri, quali Perugino e Pinturicchio.

Il nipote di Sisto IV, Giuliano della Rovere Papa Giulio II (1503-1513), chiamò a Roma Michelangelo Buonarroti (1475-1564), per decorare "a fresco" la VOLTA. L’opera venne compiuta dal 1508 al 1512 ed ha come tema la storia dell’umanità nel periodo che precede la venuta di Cristo.

La pittura della parete con il "GIUDIZIO UNIVERSALE" fu eseguita invece dallo stesso Michelangelo dal 1536 al 1541, su commissione del papa Paolo III Farnese (1534-1549). Il tema rappresentato questa volta è il Fato che incombe su tutti gli uomini, del cui destino Dio è arbitro assoluto 
Sulle pareti sono rappresentate:

sulla sinistra, guardando il Giudizio, le scene tratte dall’Antico Testamento, con le Storie di Mosè, salvatore del popolo ebraico:

  • il primo dipinto, il "Viaggio di Mosè in Egitto", è attribuito al Perugino

  • le "Prove di Mosè", sono opera del Botticelli e della sua bottega

  • il "Passaggio del Mar Rosso" è attribuito al pittore Biagio d’Antonio (1446-1516)

  • la "Consegna delle Tavole della Legge", è attribuito a Cosimo Rosselli

  • il "Castigo di Core, Datan e Abiron", è del Botticelli

  • il "Testamento e morte di Mosè" è del Signorelli


Parete di destra
, Storie di Cristo tratte dal Nuovo Testamento:

  • il "Battesimo di Cristo", è del Perugino

  • le "Tentazioni di Cristo" e la "Purificazione del lebbroso" del Botticelli

  • la "Vocazione dei primi apostoli" è del Ghirlandaio

  • il "Discorso della montagna" (Matteo 5,1-12), è attribuito a Cosimo Rosselli

  • la "Consegna delle chiavi" è del Perugino

  • l’"Ultima Cena"è opera di Cosimo Rosselli e Biagio d’Antonio


Sullo sfondo
il capolavoro di Michelangelo

  • L’Orazione nell’orto

  • La cattura di Gesù

  • La Crocifissione


L’opera iniziata nel maggio del 1508, venne inaugurata da Giulio II il primo novembre del 1512.
La lettura dei dipinti si può articolare in tre parti:


Prima parte

Nelle vele triangolari e nelle lunette sopra le finestre sono collocati gli Antenati di Cristo secondo l’elencazione del Vangelo di San Matteo (1,1-17).

Nelle quattro vele angolari sono raffigurati episodi che alludono alla salvazione del popolo d’Israele:

  • a destra, "Giuditta e Oloferne"

  • a sinistra, la vela con l’episodio di "Davide e Golia"

Verso la parete del Giudizio, le vele rappresentano:

  • a destra, il "Serpente di bronzo"

  • a sinistra, la "Punizione di Amàn"


Seconda parte

Nella fascia esterna:

  • I sette Profeti biblici 

  • Le cinque Sibille pagane


Terza parte

Nei rettangoli centrali:

  • La creazione del Mondo

  • La storia di Adamo

  • Le vicende di Noè.


GIUDIZIO UNIVERSALE

L’opera di Michelangelo è ispirata ai testi biblici, in particolare al libro dell’Apocalisse e  alla Divina Commedia di Dante Alighieri.

A sinistra del Cristo sono riconoscibili Sant’Andrea e San Giovanni Battista.
In basso si trovano San Lorenzo e San Bartolomeo.
A destra è possibile distinguere San Pietro.
Al di sotto San Biagio e Santa Caterina d’Alessandria.
A fianco è San Sebastiano,
Più in basso sempre a destra, è la celebre figura di un dannato nell’atto di coprirsi un occhio, spaventato dalla terribile visione.

Questo gruppo è concluso, verso l’angolo, dalla figura di Biagio da Cesena, cerimoniere papale che aveva giudicato l’opera di Michelangelo degna di una sala da bagno o di una osteria: per ritorsione, fu rappresentato nelle sembianze di Minosse.

Nell’alto dell’affresco, infine, sono rappresentati i simboli della passione di Cristo: la croce, la corona di spine, i dadi con cui giocarono le guardie, la colonna della Flagellazione, la spugna con cui era stato abbeverato.

Poiché il Concilio di Trento tra l’altro raccomandò di fare eseguire negli ambienti sacri soltanto opere che avessero decoro, gli affreschi del "Giudizio Universale" vennero nel 1565 ritoccati da un allievo di Michelangelo, Daniele da Volterra, che applicò veli e perizomi per coprire le nudità delle figure, venendo per questo soprannominato "il braghettone".

 

sali