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La chiesa di S. Maria della Concezione, comunemente chiamata "dei Cappuccini", edificata nel 1624 da Antonio Casoni è nota soprattutto per il cimitero: quattro grandi ambienti sotterranei decorati con ossa di innumerevoli frati (circa 4000), qui trasportate con 300 viaggi di carrette tra il 1627 e il 1631 dal precedente cimitero posto nel convento della chiesa di S. Niccolò de Portiis.

"Noi eravamo come voi e voi sarete come noi"

Così recita un cartello sull’ingresso del cimitero.

Le cripte dei cappuccini si affacciano, completamente aperte, su uno corridoio stretto e lungo, dal quale il visitatore ha la macabra visione di rosoni, stelle, fiori, festoni e…lampadari, composizioni realizzate tutte con le ossa dei morti.
Il più incredibile riuso di tibie, peroni, femori, rotule, ulne, dita e quant’altro.

Ma Roma è anche la città del paradosso: questo cimitero sta in via Veneto, la via della “Dolce Vita”!!!