Via Merulana, 248/250 - Tel. 064874415 - sito internet


Ha sede a palazzo Brancaccio e custodisce materiale antico e moderno degli stati asiatici.

Il museo è articolato per settori.

Settore Vicino Oriente pre-islamico

  • Reperti da Shahr-i Sokhta (Iran orientale, 3150-1700 a.C.), che documentano la storia e l’economia della città

  • Vasellame in ceramica, armi, ornamenti, utensili e figurine in terracotta risalenti all'Età del Ferro (XIV-VI sec. a.C.),  dalle necropoli protostoriche dello Swat (Pakistan nord-occidentale)

  • “Bronzi del Luristan”, Iran occidentale, età del ferro

  • Reperti di epoche Achemenide, Partica e Sasanide (dal VI secolo a.C. al VII secolo d.C.)

Settore India

  • Opere della regione di Mathura, di periodo Kushana e Gupta, come il frammento di immagine del Buddha in arenaria rossa di Sikri, e le sculture di periodo Hindu-Shahi (VIII-IX sec.), tra cui il famoso “Marmo Scorretti”

  • Tre stele in pietra scura di periodo Pala (VIII-XII sec.) dell'India orientale, con le raffigurazioni di Shiva e Parvati, di Vishnu e del Bodhisattva Avalokiteshvara

  • Rilievi dell'India centro-settentrionale, X secolo circa, ispirati dal culto del dio Visnu

  • Bronzi provenienti dall'India meridionale, tra i quali l'immagine di Shiva Nataraja (Shiva Re della danza) (X sec.)

Settore Islam

  • La raccolta  costituita da oltre 2.000 esemplari, presenta produzioni quali: ceramica, metallistica, miniatura, numismatica, gioielleria, arte tessile

  • Reperti archeologici provenienti dal palazzo del sovrano ghaznavide Mas‘ud III (1099-1115) a Ghazni (Afghanistan)

  • Opere provenienti  dall’Iran come la produzione ceramica samanide (IX-X secolo) e quella selgiuchide (XI-XII secolo)

Settore Estremo Oriente

  • Reperti archeologici relativi alle culture preistoriche e protostoriche dell’arcipelago giapponese nei periodi Jomon tardo, Yayoi e Kofun (metà del III millennio a.C. - V sec. d.C.)

  • Vasi di gres coreani con diversi tipi di vetrine ferruginose, del tipo detto in Occidente céladon, che rappresentano la migliore produzione delle fornaci coreane tra il XII ed il XV-XVI sec. (dinastie Koryo e Choson)

  • Statuine in bronzo a soggetto buddhistico databili dal V al XIV sec. d.C., specchi di bronzo dal IV sec. a.C. al XIV sec. d.C., e altri preziosi manufatti di bronzo provenienti dalla Cina, dalla Corea e dal Giappone

  • Bronzi cinesi (vasi rituali, armi e finimenti per carro e cavallo) databili tra il XIII ed lo VIII sec. a.C.

  • Antica statuaria buddhistica cinese (in pietra e in legno) di proprietà della Banca d’Italia, in deposito permanente presso il Museo

  • Vasi cinesi di gres invetriato dal sec. II a.C. al sec. V-VI d.C.

  • Statuine funerarie smaltate “a tre colori” dell’epoca Tang (618-907)

  • Porcellane di epoca Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911)

  • Antiche giade (sec. XI a.C. - sec. XIX d.C.) e oggetti d’arte cinesi (dal sec. V ca. a.C. al sec. XIX), donazione Antonia Gisondi

  • Ceramiche invetriate che illustrano l’arte dei vasai del Vietnam settentrionale tra il sec. XI e il sec. XVI, lascito del diplomatico italiano Ivanoe Tullio Dinaro

  • Pitture cinesi, coreane e giapponesi che datano, per la maggior parte, ai secc. XVII-XIX

  • Due pitture su rotolo verticale nel classico stile giapponese (Yamato-e) del sec. XIV-XV

  • Stampe xilografiche giapponesi del sec. XIX, per lo più ispirate al mondo del teatro Kabuki

  • Pittura a soggetto religioso eseguita su pelle di capra (sec. XVIII-XIX) verosimilmente proveniente dalla Mongolia Interna.

Settore Sud-est asiatico

  • Raccolta di opere birmane appartenuta a Giovanni Andreino, console d'Italia a Mandalay dal 1871 al 1885

  • Ceramiche e porcellane del Sud est asiatico: Thailandia, Cambogia e Vietnam.
    Bronzetti khmer (cambogiani)

  • Oreficeria di provenienza indonesiana

  • Settore Tibet Nepal

  • Dipinti arrotolabili su stoffa (Thang.Ka)

  • Statue in lega metallica e lignee e le cretule votive (Sa.Tsa.Tsa)

  • Dipinti su rotolo: bhavacakra, schema cosmologico che illustra i sei mondi della rinascita (inferni, spiriti famelici, animali, uomini, titani, divinità mondane), e il mandala, lo ‘psicocosmogramma’, che illustra i rapporti tra il microcosmo e l’universo.

Settore Gandhara
L’arte Gandhara è caratterizzata da influssi classici (ellenistico-romani), indiani, iranici e centroasiatici, sviluppatasi tra il I e il IV-V secolo d. C. nelle aree dell’antico Nord-Ovest indiano, un territorio di frontiera fra mondi diversissimi, corrispondente all’attuale Pakistan e a parte dell’Afghanistan.

Questa raccolta rappresenta una delle più importanti raccolte di arte gandharica al di fuori del sub-continente indiano e presenta un valore storico ed archeologico eccezionale.

 

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